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Zibibbo: origine storia e curiosità
Pubblicato il 02.10.2024
Lo Zibibbo è un vitigno aromatico a bacca bianca, rientrante nella categoria dei vitigni aromatici, noti per il loro elevato contenuto di terpeni e sostanze odorose che conferiscono ai vini un profilo aromatico inconfondibile.
Le uve di Zibibbo sono rinomate per gli aromi di uva passa, miele, albicocca e fiori di acacia. Tra i vitigni aromatici, oltre allo Zibibbo, troviamo:
- Gewürztraminer
- Malvasia
- Brachetto
Lo Zibibbo appartiene alla grande famiglia dei Moscati, da cui deriva anche il nome (dal termine latino "muscum", muschio), per via dell'aroma muschiato che caratterizza i loro vini. Alcuni tra i Moscati più noti sono:
- Moscato Bianco
- Moscato Giallo
- Moscato Rosa
- Moscato di Scanzo
Secondo alcuni studiosi, esistono oltre 200 varietà di Moscato. Conosciuto anche come Moscato di Alessandria, lo Zibibbo ha probabili origini egiziane ed è conosciuto con molti sinonimi:
- Salamanna o Seralamanna (Toscana)
- Moscato di Pantelleria (Sicilia)
- Moscatellone (Sud Italia)
- Muscat d’Alexandrie o Muscat romain (Francia)
- Moscato di Limnos (Grecia)
Le origini dello Zibibbo risalgono all’Antico Egitto, dove veniva coltivato anche lungo il Nilo. Fu diffuso da Cartaginesi, Fenici e Romani lungo le coste del Mediterraneo. Durante la dominazione araba in Sicilia (800-1000 d.C.), si affermò definitivamente: gli arabi ne valorizzarono la predisposizione all’appassimento, utilizzandolo anche in cucina oltre che nella vinificazione.
Il termine "Zibibbo" deriva da Capo Zebib (Tunisia) o dalle parole arabe "zaibib" o "zibibb", che significano “uva essiccata” o “uva passa”.
Sebbene coltivato anche in Francia, Spagna e Grecia, è la Sicilia — in particolare l’Isola di Pantelleria — il luogo dove lo Zibibbo trova la massima espressione. Qui viene coltivato con la tecnica dell’alberello pantesco, riconosciuta nel 2014 dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Questa tecnica prevede:
- Coltivazione in conche per proteggere le piante dal vento
- Raccolta dell’acqua piovana in ambienti aridi
- Potatura per formare un cespuglio a disposizione radiale
La vendemmia avviene a mano, da fine luglio, secondo un rituale tramandato oralmente in dialetto locale. La comunità celebra questo sapere con riti e feste tra luglio e settembre.
Le uve Zibibbo sono utilizzate per produrre diversi tipi di vino bianco: secchi, dolci, frizzanti e spumanti. La tipologia più diffusa è quella dolce, grazie alla naturale dolcezza delle uve. Tra i vini più noti troviamo:
- Moscato di Pantelleria D.O.C.
- Passito di Pantelleria
Il Passito di Pantelleria è caratterizzato da un colore dorato ambrato, un sapore dolce e aromatico, con note di uva passa, miele, fiori d’acacia e datteri.
Lo Zibibbo è dunque un vitigno dalle origini antiche e dalle caratteristiche aromatiche uniche, che ha trovato in Pantelleria il suo territorio ideale. La tradizione dell’alberello pantesco e la produzione di vini come il Passito di Pantelleria rappresentano un patrimonio culturale e agricolo di grande valore, riconosciuto e celebrato a livello internazionale.
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