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La Spuma, bevanda retrò della nostra antica tradizione

Pubblicato il 16.01.2024

C'è un profumo di nostalgia in un bicchiere di spuma. Questa bibita analcolica gassata ha accompagnato intere generazioni, diventando il simbolo dissetante degli anni '70 e '80 nei bar, nelle drogherie e nelle trattorie di tutta Italia. Ma cos'è esattamente la spuma, che gusto ha e perché continua a conquistare i palati di oggi? In questa guida ripercorriamo la sua storia, scopriamo la differenza tra spuma bionda e nera e capiamo come nasce il suo inconfondibile sapore retrò.

Cos'è la spuma e come si produce

La spuma è una bibita analcolica effervescente ottenuta da pochi ingredienti semplici: acqua gassata, zucchero, una quantità variabile di caramello e una miscela di aromi naturali, tra cui succo di limone, infuso di scorze d'arancia, rabarbaro, vaniglia e spezie. Questi elementi vengono miscelati con cura per dare vita a una bevanda frizzante e aromatica, profondamente radicata nella cultura italiana, quasi al pari del caffè.

Curiosamente, il termine spuma è una denominazione commerciale di fantasia. Nacque quando esistevano numerosi piccoli produttori locali di bibite gassate e il nome della singola marca contava meno della categoria di prodotto. In questo senso la spuma è l'equivalente italiano del termine anglosassone soda: indicava qualsiasi bibita analcolica effervescente, a prescindere da chi la producesse. La sua natura popolare è sempre stata uno dei suoi tratti distintivi, perché era una scelta economica e accessibile a tutti, amata sia dagli adulti sia dai bambini.

Spuma bionda e spuma nera: le differenze

Esistono due grandi famiglie di spuma, distinte per colore e carattere. La spuma bionda affonda le radici nei primi anni '20: già nel 1925 la spuma della Paoletti Bibite di Ascoli Piceno si aggiudicava un concorso internazionale a Bruxelles, a conferma della sua qualità. Il suo profilo è più delicato e agrumato, e secondo alcune ricostruzioni la sua diffusione fu influenzata anche dalle variazioni nei prezzi del cedro.

La spuma nera, invece, fece la sua comparsa nel 1938 grazie all'azienda Spumador. Più intensa e dal gusto deciso, questa varietà potrebbe essere nata come risposta alla scarsità di materie prime per il chinotto. Le due versioni convivono ancora oggi e rappresentano due interpretazioni diverse della stessa idea: una bevanda frizzante, aromatica e dal fascino antico, capace di adattarsi a gusti differenti.

Che gusto ha la spuma

Il sapore della spuma è il suo vero segno distintivo: intenso, aromatico e sorprendentemente complesso per una bibita popolare. A renderlo unico è una combinazione sapiente di ingredienti selezionati, ciascuno con il proprio ruolo:

  • estratto naturale di radice di rabarbaro, che aggiunge un tocco amaro e terroso
  • fiori di sambuco, che donano note floreali e fruttate
  • chiodi di garofano, che offrono una nota speziata e avvolgente
  • caramello, che bilancia il tutto con la sua dolcezza

L'insieme di questi elementi crea una vera sinfonia di sapori, in equilibrio tra amarezza, dolcezza, spezie e freschezza. È un profilo gustativo che evoca le estati di un tempo e il fascino retrò dei decenni passati, e che spiega perché la spuma resti tanto amata anche da chi la scopre per la prima volta oggi.

La spuma nei cocktail e nelle tradizioni regionali

Oltre a essere una bevanda rinfrescante a sé stante, la spuma ha da sempre un'anima versatile che l'ha resa protagonista di curiose tradizioni regionali. La combinazione di spuma nera e vino rosso, per esempio, è conosciuta come Sü e giö nel dialetto milanese e in alcune zone della Lombardia, o più semplicemente come picio pacio. In Val di Sole e nei territori vicini lo stesso mix prende il nome di misto rós o misto blànch, a seconda che si usi vino rosso o bianco.

In Toscana, invece, sopravvive la tradizione del mezzo e mezzo: un bicchiere di spuma allungato con il vino, ordine tipico degli adulti che volevano una bevanda dissetante ma con un tocco in più. Sono usanze che raccontano la versatilità di questa bibita, capace di trasformarsi in un aperitivo informale. Chi ama proprio questo spirito conviviale può scoprire il mondo dei cocktail più famosi o ripercorrere le origini di un grande classico italiano come lo Spritz, e per gli amanti delle note amare e aromatiche c'è tutta la categoria dei vermouth da esplorare.

La spuma è alcolica? Dubbi e curiosità

Una delle domande più frequenti riguarda proprio l'alcol: la spuma è una bibita completamente analcolica, motivo per cui storicamente veniva offerta senza problemi anche ai più piccoli. L'unica eccezione sono le preparazioni regionali in cui viene volutamente mescolata al vino, come il mezzo e mezzo toscano, che diventano ovviamente alcoliche per via dell'aggiunta. Da sola, però, la spuma resta una bevanda dissetante adatta a tutta la famiglia. Vale comunque sempre la pena leggere l'etichetta della bottiglia che si acquista, perché alcune rivisitazioni moderne possono variare leggermente la ricetta tradizionale.

La spuma appartiene inoltre alla grande famiglia delle bibite retrò italiane, accanto a classici come il chinotto, la gassosa, la cedrata e l'aranciata amara. Tutte condividono la stessa origine artigianale e popolare, nata da piccoli produttori locali capaci di trasformare pochi ingredienti semplici in sapori inconfondibili. È un patrimonio di gusto che oggi viene riscoperto e valorizzato, anche grazie al ritorno di moda dei sapori autentici e leggermente amari, lontani dall'eccessiva dolcezza delle bibite più commerciali.

La spuma oggi: una bibita analcolica per tutti

In un'epoca in cui la riscoperta dei sapori autentici e del vintage è più viva che mai, la spuma vive una seconda giovinezza. Essendo completamente analcolica, resta una scelta adatta a ogni età e a ogni occasione, perfetta per chi cerca un'alternativa frizzante e ricca di carattere alle solite bibite industriali. È la stessa filosofia che anima la riscoperta di altre alternative consapevoli, come le birre analcoliche artigianali, pensate per chi vuole gusto senza alcol.

E tu, hai mai assaggiato la spuma da bambino? Se la risposta è sì, lasciati travolgere dai ricordi al primo sorso. Se invece non l'hai mai provata, è il momento giusto per scoprire una bibita che ha fatto la storia del costume italiano e che, sorso dopo sorso, continua a raccontarla.

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